Duo Pianistico Canino-Ballista

Sessant’anni fa Antonio Ballista e Bruno Canino si incontrarono nella classe di musica da camera di Antonio Beltrami al Conservatorio di Milano e, spinti da voracità musicale pari solo alla loro curiosità, incominciarono a leggere insieme una grande quantità di musica. Si presentarono prestissimo in pubblico dando inizio ad una fortunata carriera che si è protratta fino ad oggi senza interruzioni.
Nel campo della «Neue Musik» le loro esecuzioni ebbero un valore storico: la loro presenza fu fondamentale per la diffusione delle nuove opere e per la funzione catalizzatrice che esercitò sui compositori. Il repertorio contemporaneo infatti si arricchì di molte composizioni dedicate al duo: dal Concerto di Berio eseguito in prima mondiale a New York con la New York Philharmonic diretta da Pierre Boulez, la cui incisione discografica con la London Symphony sotto la direzione dell’autore valse al duo un prestigioso Music Critic Award, al piu recente Cloches II di Donatoni.
Il duo ha suonato sotto la direzione di Claudio Abbado, Pierre Boulez, Frans Brüggen, Riccardo Chailly, Bruno Maderna e Riccardo Muti con orchestre quali la BBC, il Concertgebouw, l’Israel Philharmonic, la Filarmonica della Scala, la London Symphony, l’Orchestre de Paris, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic.
Dallapiccola, Boulez, Kagel, Ligeti e Cage effettuarono concerti con il duo e Stockhausen collaborò personalmente in una lunga tournée di Mantra. Oltre ad una scelta vastissima di musica contemporanea, nel loro repertorio figura l’opera completa di Brahms, Debussy, Mozart, Rachmaninov, Schubert, Schumann e Stravinskij.
La critica ha sempre rilevato la ricchezza dialettica che anima le esecuzioni del duo Canino-Ballista: la differenza dei temperamenti offre al pubblico l’impressione che ognuno di essi trovi nell’altro il proprio «alter ego». Ma ciò che più stupisce nel loro sodalizio è che le digressioni intraprese individualmente nel corso di tutti questi anni non abbiano minimamente appannato la loro rara fusione: il continuo ritrovarsi dà anzi l’impressione di sempre rinnovata freschezza.