Presentazione | Presentation

In capo ai mesi di forzata sospensione delle programmazioni culturali di ogni sorta, siamo da poco ma finalmente alla ripresa delle attività culturali dal vivo. Anche Orta Festival riparte ed è già di per sé un traguardo. Riparte da dove si è fermato, riparte dal vocabolo musica associato a bellezza e associato a Italia.

In questa XXI Edizione non ci saranno i concerti d’apertura e chiusura come li avete conosciuti nelle 20 edizioni alle nostre spalle, ma ci sarà un dialogo fra la musica che risuonerà come sempre nelle perfette acustiche delle chiese di Orta, ancora una volta teatro del Festival.


Orta Festival riparte Venerdì 2 luglio con un concerto dedicato al quartetto con pianoforte, una formazione per la quale hanno scritto tutti i più grandi autori. Lo fa con i migliori auspici nel segno di Wolfgang Amadeus Mozart e del suo luminoso Quartetto in mi bemolle maggiore K 493 (scritto il 3 giugno 1786, pochi giorni dopo il debutto praghese delle Nozze di Figaro, di cui condivide umori sentimentali e delicate saporosità strumentali), una sorta di «Klavierkonzert» in miniatura.
Lo fa con la presenza del grande pianista serbo Aleksandar Madžar in compagnia della violinista svizzera Esther Hoppe, dalla solida carriera di solista, camerista e pedagoga, già primo premio al concorso ARD di Monaco, del violista romano Francesco Fiore, conosciuto per le sue assidue collaborazioni con Salvatore Accardo, e di Matteo Pigato, ricercato camerista al fianco di musicisti come Bruno Canino, Enrico Bronzi, Aleksandar Madžar.
Li ascolteremo anche nel Quartetto op. 15 di Fauré, in cui vi è già tutta l’originalità dello stile di questo musicista connotato da raffinatissime sottigliezze armoniche, dal fascinoso nitore del disegno melodico e dall’eleganza mai esibita della scrittura contrappuntistica, un contesto che è assolutamente francese.

Orta Festival starts again with a concert dedicated to the Piano Quartet, a line-up for which the greatest authors have written. It does so with the best wishes hallmarked by Wolfgang Amadeus Mozart and his bright Quartet in E flat major K 493 (written on June 3rd, 1786, few days after the debut in Prague of Marriage of Figaro, whose sentimental moods and delicate instrumental flavours it shares), a kind of Piano Concerto in miniature.
It does so with the presence of the great Serbian pianist Aleksandar Madžar along with the Swiss violinist Esther Hoppe with a solid career as a soloist, chamber musician and pedagogue, who won the first prize at ARD competition in Munich, with the Roman violinist Francesco Fiore, known for his assiduous cooperation with Salvatore Accardo, and with Matteo Pigato, a sought-after chamber musician along with others such as Bruno Canino, Enrico Bronzi, Aleksandar Madžar.
We will listen to them also in Fauré’s
Quartet op. 15, that encompasses all the novelty of this musician’s style, characterized by very refined harmonious nuances, the charming clarity of the melodic pattern and the elegance never performed of the contrapuntal writing, a context that is definitely French.

 

Interprete di rara raffinatezza, capace di trascendere ogni virtuosismo tecnico nel nome di un lirismo davvero inconfondibile, il pianista serbo Aleksandar Madžar vanta un curriculum ricco di riconoscimenti. Dopo il suo debutto con i Berliner Philharmoniker diretti da Ivan Fischer, ha tenuto concerti nei più rinomati centri europei e d’oltreoceano.
Un recital di questo artista è un avvenimento che entusiasma sempre. Madžar è musicista completo, multiforme, e ha coltivato la letteratura pianistica non meno di quella liederistica e cameristica al fianco di musicisti come Ivan Fischer, Paavo Järvi, André Previn, Ilya Gringolts, Vilde Frang, Juliane Banse.
Sabato 3 luglio il nostro artista omaggerà la figura di Dante Alighieri con l’esecuzione della Fantasia quasi Sonata après une Lecture du Dante, detta anche Dante Sonata, una Fantasia in un movimento composta da Franz Liszt nel 1849. Ispirata alla Divina Commedia, è stata pubblicata per la prima volta nel 1856 come parte del secondo volume degli Années de pèlerinage. Viene considerata uno dei brani più difficili del repertorio pianistico.
Il resto del programma del concerto includerà invece opere di Johann Sebastian Bach e di Ludwig van Beethoven, del quale non abbiamo potuto festeggiare il duecentocinquantesimo anniversario dalla nascita lo scorso anno.

Interpreter of rare finesse, able to transcend every technical virtuosity in the name of a really unique lyricism, the Serbian pianist Aleksandar Madžar boasts a curriculum rich in recognitions. After his debut with the Berliner Philharmoniker directed by Ivan Fischer, he has given concerts in the most renowned European and overseas centres.
A recital of this artist is an event that always excites. Madžar is a complete, multi-talented musician and has cultivated the piano literature as well as the liederistic and chamber one along with musicians such as Ivan Fischer, Paavo Järvi, André Previn, Ilya Gringolts, Vilde Frang, Juliane Banse.
Our artist will pay homage to the figure of Dante Alighieri with the execution of the
Fantasia quasi Sonata - Après une lecture du Dante, also known as Dante Sonata. This piece is a Fantasy in one movement, completed by Hungarian composer Franz Liszt in 1849. It was first published in 1856 as part of the second volume of his Années de pèlerinage. This work was inspired by the reading of Dante Alighieri’s Divine Comedy and is one of the most difficult pieces of the piano repertoire.
The rest of the concert will include works by Johann Sebastian Bach and by Ludwig van Beethoven, whose two hundred and fiftieth anniversary of his birth last year we could not celebrate.

 

Il duo formato dal violinista Ivan Rabaglia, ospite regolare delle più blasonate associazioni concertistiche mondiali con il suo Trio di Parma, sarà insieme, in questo viaggio musicale, alla pianista Raffaella Damaschi, che abbiamo apprezzato nelle passate edizioni del Festival a fianco di noti artisti. Affronteranno, in questi recital consecutivi, programmi che intessono dialoghi non casuali fra gli autori. Due serate nel più puro spirito della musica da camera.
Il concerto di Venerdì 9 luglio prende le mosse dalla Sonata op. 30 n. 3 di Ludwig van Beethoven, che occupa un posto molto importante in tutta la produzione cameristica di questo autore. È un’opera in cui vi è una volontà precisa di sondare in tutti i modi il difficile connubio sonoro fra violino e pianoforte.
Seguirà la Sonatina in sol minore op. 137 n. 3 di Franz Schubert. «Egli ha suoni per i più fini sentimenti, per i pensieri, anzi per gli stessi avvenimenti e circostanze della vita. Così multiformi sono i pensieri e le azioni dell’uomo, altrettanto molteplice è la musica di Schubert. Ciò che egli vede con l’occhio, tocca con la mano, si trasforma in musica ...». Così scrive Robert Schumann, del quale ascolteremo in chiusura di serata la Sonata op. 105, opera dall’aspetto sinfonico in cui quest’autore si riavvicina a Beethoven e in cui convivono la religione romantica della natura e la disciplina della forma, ma anche la libertà del linguaggio espressivo.

The duo formed by the violinist Ivan Rabaglia, regular guest of the most prestigious concert associations in the world with his Trio of Parma, in this music trip, will be together with the pianist Raffaella Damaschi, that we have appreciated in the past editions of the festival alongside famous artists. In these consecutive recitals they will deal with programs that weave non-random dialogues between the authors. Two nights in the purest spirit of chamber music.
This concert takes as a basis Ludwig van Beethoven’s
Sonata op. 30 no. 3 which plays a very important role in the whole chamber music production of this author. This is an opera with a specific will to explore in any way the difficult sound combination of violin and piano.
Franz Schubert’s
Sonatina in G minor op. 137 no. 3 will follow. «He has sounds for the finest feelings, for thoughts, actually for the same events and circumstances of life. Human thinking and actions are as many-sided as Schubert’s music is multiple. What he sees with his eye, touches with his hand, turns into music...», Robert Schumann writes, whose Sonata op. 105 we will listen to at the end of the evening, a symphonic-looking opera in which this author gets closer to Beethoven and in which the romantic religion of nature, the discipline of shape, but also the freedom of the expressive language live together.

 

Il programma della seconda serata (Sabato 10 luglio) vedrà il dialogo fra il maggior compositore giapponese del ’900 e i maestri del repertorio classico-romantico, Mozart e Brahms. Distance de fée è infatti un breve lavoro per violino e pianoforte di Toru Takemitsu, ispirato a una raccolta poetica di Shugo Takigushi, principale esponente del surrealismo in Giappone, che rappresenta lo spartiacque tra il suo periodo di apprendistato e la prima fase della sua produzione. Mentre la prima delle 6 Sonate (K 301/K 306) K 301 in sol maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart rappresenta un altro spartiacque; ovvero la definitiva emancipazione del violino, non più relegato a un ruolo subordinato al pianoforte, ma da qui in avanti paritetico.
Il concerto si chiude nel segno di Johannes Brahms con la Sonata in sol maggiore op. 78 (prima delle sue tre), soprannominata Regensonate (Sonata della pioggia), poiché alcuni frammenti del materiale musicale provengono dal Lied op. 59 n. 3 Regenlied.
In questo incontro tra avanguardia e tradizione Ivan Rabaglia e Raffaella Damaschi potranno definire chiaramente la fisionomia delle loro interpretazioni.

The program for this second night will see the dialogue between the greatest Japanese composer of the XX century with the masters of the romantic-classical repertoire, Mozart and Brahms.
Indeed,
Distance de Fée is a short piece for violin and piano by Toru Takemitsu, inspired by a poetic collection by Shugo Takigushi (main exponent of surrealism in Japan), which represents the watershed between his traineeship period and the first stage of his production. While the first one of the 6 Sonatas (K 301/K 306) K 301 in G major by Wolfgang Amadeus Mozart, represents another watershed; or rather the final emancipation of the violin no longer relegated to a role subordinate to the piano, but from now on equal.
The concert ends hallmarked by Johannes Brahms with
Sonata in G major op. 78 (the first one of his three) called Regensonate (Rain Sonata), because some fragments of the music material come from Lied op. 59 no. 3 Regenlied.
In this meeting between avant-garde and tradition our two artists may clearly define the physiognomy of their interpretations.

 

Il pubblico di Orta Festival conosce bene Enrico Bronzi, un artista a 360 gradi. Tutte le più importanti sale da concerto d’Europa, Stati Uniti, Sud America e Australia (Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Mozarteum di Salisburgo, Filarmonica di Colonia, Herkulessaal di Monaco, Filarmonica di San Pietroburgo, Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall di Londra, Teatro Colón di Buenos Aires) hanno ospitato un concerto di Enrico Bronzi.
Domenica 11 luglio ci presenta un programma che porrà in contrasto la monumentale Suite n. 5 per violoncello solo di Johann Sebastian Bach a un’opera altrettanto monumentale composta da György Ligeti tra il 1991 e il 1994, la Sonata per viola sola nella trascrizione per violoncello solo ad opera dello stesso Bronzi, un brano in sei movimenti (Hora lungă, Loop, Facsar, Prestissimo con sordino, Lamento, Chaconne chromatique). Questa Sonata si allontana da quella per violoncello solo, composta 40 anni prima, ma rappresenta anch’essa un importante punto di svolta, abbracciando maggiormente un modello che ricorda per alcuni aspetti la Sonata barocca.

The audience of Orta Festival knows well Enrico Bronzi, an all-round artist. All the most important concert halls of Europe, USA, South America and Australia (Carnegie Hall and Lincoln Center of New York, Philharmonic of Berlin, Konzerthaus of Vienna, Mozarteum of Salzburg, Philharmonic of Cologne, Herkulessaal of Munich, Philharmonic of St. Petersburg, Wigmore Hall and Queen Elizabeth Hall of London, Teatro Colón of Buenos Aires) have hosted Enrico Bronzi’s concerts.
He presents a program that will put in opposition the monumental
Suite no. 5 for solo cello by Johann Sebastian Bach to a likewise monumental work composed by György Ligeti between 1991 and 1994. The Sonata for solo viola in the transcription for solo cello by the same Bronzi, a piece in six movements (Hora lungă, Loop, Facsar, Prestissimo con sordino, Lamento, Chaconne chromatique). This Sonata moves away from that for solo cello, composed 40 years before, but represents as well an important turning point, mostly embracing a model reminding for some aspects the Baroque Sonata.

 

Il Quartetto Zaïde è il nuovo fenomeno della musica da camera e ha raggiunto in pochi anni fama internazionale. Vinti alcuni dei principali concorsi, fra i quali il «Joseph Haydn» di Vienna, dove ha ottenuto sia il primo premio che tre premi speciali, incluso quello per la migliore interpretazione di Haydn e, nel 2011, il primo premio al Concorso Internazionale di Musica di Pechino, ha ricevuto una serie impressionante di riconoscimenti, fra i quali il premio della stampa internazionale al Concorso di Bordeaux nel 2012.
Nel 2016 il gruppo, formato da sole donne, è stato invitato a esibirsi in sale prestigiose quali Philharmonie di Berlino, Wigmore Hall di Londra, Musikverein di Vienna, Théâtre des Champs-Elysées e Cité de la Musique di Parigi, Konserthuset di Stoccolma, Beijing Concert Hall, Jordan Hall di Boston, Merkin Hall di New York e Festspielhaus di Baden-Baden. È stato inoltre ospite di importanti festival e ha effettuato tournée in Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Italia, Austria, Svezia, Irlanda, Cina.
Venerdì 16 luglio ascolteremo le nostre artiste nella formazione di quintetto (in questo caso con l’aggiunta di un secondo violoncello) nell’esecuzione dell’imponente Quintetto in do maggiore D 956 di Franz Schubert. Nell’infinita Wanderung sonora di questa celeberrima opera vi è tutta l’espressione del più intimo e intenso mondo affettivo di quest’autore.

The French Zaïde Quartet is the new phenomenon of chamber music that has achieved in few years an international fame. Won some of the main competitions, such as the «Joseph Haydn» of Vienna, where it obtained the first prize and three special prizes, including that for the best interpretation of Haydn and, in 2011, the first prize at the Music International Competition of Beijing, it has received an amazing series of recognitions such as the international press prize at the Competition of Bordeaux in 2012.
In 2016 the group, formed by women only, was sent to perform in prestigious halls such as the Philharmonic of Berlin, Wigmore Hall of London, Musikverein of Vienna, Théâtre del Champs-Elysées and Cité de la Musique of Paris, Konserthuset of Stockholm, Auditorium of the Forbidden City in Beijing, Beijing Concert Hall, Jordan Hall of Boston, Merkin Hall of New York and Festspielhaus of Baden-Baden. In addition, it was guest of important festivals and made tours in France, Germany, the Netherlands, Belgium, Italy, Austria, Greece, Sweden, Ireland, and China.
We are going to listen to our artists in the line-up of a Quintet (in this case with the addition of a second cello) in the performance of the important
Quintet in C major D 956 by Franz Schubert. In the endless sounding Wanderung of this world-famous work there is all the expression of the most intimate and intense emotional world of this author.

 

Venerdì 17 settembre, con il programma di questo concerto dell’Orta Festival Ensemble e del suo direttore, nonché direttore artistico del Festival, Amedeo Monetti, più che mai guardiamo al futuro con un senso di rinascita.
Questa serata si apre con un ben augurante regalo «sinfonico di compleanno», come lo definì Cosima Wagner dopo averlo ascoltato e ricevuto in dono la mattina di Natale del 1870: ascolteremo Siegfried Idyll nella versione originale per 13 strumenti. Il concerto prosegue con uno dei capolavori dell’impressionismo musicale, Prélude à l’après-midi d’un faune (Preludio al pomeriggio di un fauno), che verrà presentato nella versione di Iain Farrington per ensemble da camera. Pierre Boulez ha scritto: «come la poesia moderna ha sicuramente le sue radici in certi poemi di Baudelaire, si può dire con fondatezza che la musica moderna si sveglia nell’Après-midi d’un faune». Sarà infine il momento del mondo fatato di Ma mère l’Oye, di Maurice Ravel, Suite in 5 pezzi ispirata da altrettante illustrazioni tratte da un libro di fiabe (da qui il sottotitolo Cinq pièces enfantines), in cui l’evocazione dell’infanzia si fa mezzo di esplorazione per un nuovo mondo.

With this concert program of Amedeo Monetti, director as well art director of the Festival, with the Orta Festival Ensemble more than ever we are looking at the future with a sense of rebirth.
This night opens with a very auspicious «symphonic birthday» gift, as defined by Cosima Wagner after listening to it and receiving it as a gift on Christmas morning of 1870: we will listen to
Siegfried Idyll in the original version for 13 instruments. The concert continues with Prélude à l’après-midi d’un faune (Prelude to the Afternoon of a Faun), considered one of the masterpieces of impressionism in music, which will be performed in the version of Iain Farrington for chamber ensemble. Then it will be the moment of the fairy world in Ma mère l’Oye by Maurice Ravel, Suite in 5 pieces inspired by likewise illustrations drawn by a book of fairy tales (from here the subtitle Cinq pièces enfantines) in which the evocation of childhood becomes means of exploration for a new world.

 

Orta Festival si conclude Sabato 18 settembre con il chitarrista Emanuele Segre. Ha eseguito concerti a New York, Los Angeles, Boston, San Francisco, Parigi, Londra, Amsterdam, Vienna, Salisburgo, Praga, Berlino, Tel Aviv, Rio de Janeiro, Madrid, Roma, Istanbul, Varsavia, Seul, Tokyo. Definito al suo esordio americano «a musician of immense promise» (The Washington Post), ha suonato come solista con Yuri Bashmet e i Solisti di Mosca, con la English Chamber Orchestra diretta da Salvatore Accardo, la Rotterdam Philharmonic Orchestra, i Solisti di Zagabria, la European Community Chamber Orchestra, l’Orchestra da Camera Slovacca, la Süddeutsches Kammerorchester. Ha inoltre collaborato con l’orchestra del Teatro alla Scala di Milano e suonato in duo con Patrick Gallois. È stato invitato a partecipare a prestigiosi festival internazionali, quali quello di Marlboro, quello di Bratislava, quello di Bregenz, le Semaines Musicales de Tours e il Festival de Radio France et de Montpellier.
Ha vinto numerosi concorsi, tra i quali, nel 1987 a New York, l’East & West Artists Prize, che gli ha offerto il debutto alla Carnegie Recital Hall, e il Pro Musicis International Award. Nel 1989 è stato selezionato per l’International Rostrum of Young Performers dell’UNESCO.
Jean Françaix gli ha dedicato il suo Concerto per chitarra e orchestra, che Segre ha inciso per la casa discografica WERGO. Ha registrato anche vari altri CD per la DELOS, CLAVES, AMADEUS e altre case discografiche.

Italian guitarist Emanuele Segre, whom The Washington Post noted early as «a musician of immense promise» at his American debut, performs internationally in cities including New York, Los Angeles, Boston, San Francisco, London, Paris, Amsterdam, Vienna, Prague, Berlin, Salzburg, Tel Aviv, Istanbul, Rio de Janeiro, Madrid, Rome, Warsaw, Seoul, Tokyo. As a soloist he appeared with Yuri Bashmet and the Moscow Soloists, the English Chamber Orchestra conducted by Salvatore Accardo, the Rotterdam Philharmonic Orchestra, the Zagreb Soloists, the European Community Chamber Orchestra, the Slovakian Chamber Orchestra and the Süddeutsches Kammerorchester. He also collaborated with the Orchestra of Teatro alla Scala and his chamber music activities include duo performances with Patrick Gallois.
He participated in international festivals such as the Marlboro Music Festival, the Bratislava Festival, the Bregenz Festival, the Semaines Musicales de Tours and the Festival de Radio France et Montpellier. Segre won numerous competitions, including the East & West Artists Prize in New York in 1987, which allowed him to make his debut at the Carnegie Recital Hall, and, in the same year, the Pro Musicis International Award in New York. In 1989 he was selected for the UNESCO International Rostrum of Young Performers.
Jean Françaix dedicated his
Concerto for guitar and orchestra to Segre, which he subsequently recorded for WERGO. He also recorded various other CDs with DELOS, CLAVES, AMADEUS and other record companies.

 

I concerti del 2, 3, 9, 10, 11 luglio avranno inizio alle ore 21.15, mentre quelli del 16 luglio e del 17 e 18 settembre avranno inizio alle 20.30.